Novembre 2016

IL DENARO

LO YOGA, IL DENARO, LA RELAZIONE INSEGNANTE/ALLIEVO  

Idee per perplessi (quarta parte)

Il denaro come “vera” ricchezza, quella interiore, in un mondo dominato dalla logica del profitto, è sempre qualche cosa di speciale.

Imparare ad usare i soldi per la crescita di sé e per il miglioramento di quel mercato allargato che è il mondo, fa notizia.

Che posto ed importanza dare al denaro e alla ricchezza, nella scala di valori che emergono praticando la spiritualità?

È noto, spirito e materia sono tradizionalmente i poli opposti di tutta la gamma dell'Esistenza, e il loro rapporto non è mai stato facile, in nessun tempo e luogo.

FACCIAMO QUEST'AFFARE

Nel libro Teoria della felicità economica - L'insegnamento degli antichi cabalisti sull'abbondanza, l'autore, il rabbino Nilton Bonder, si occupa del denaro in un modo singolare e umoristico.

Cito testualmente “Secondo un aforisma della tradizione ebraica, il carattere di un uomo si vede da tre cose: dalla sua coppa (cioè dal rapporto che ha con il cibo), dalla sua tasca (il rapporto che ha con il denaro) e dalla sua collera”

 

Riporto una interpretazione interessante del concetto di affare.

Facciamo questo affare: ecco una frase che, quando è pronunciata sulla Terra, suscita grande commozione nei Cieli. 

Il momento in cui due individui stipulano uno scambio in buona fede, ottimizzando un profitto per entrambe le parti, è un momento sacro.

Fare affari, secondo i rabbini, è un'impresa che mette alla prova tutte le nostre teorie sulla cultura, la spiritualità, la responsabilità individuale. Solo due persone giuste possono imbarcarsi in un affare: cioè, non evitarlo per codardia e uscirne con il massimo profitto per ciascuno dei contraenti e la minima perdita per l'universo.

Questo concetto ha ispirato la seguente storia:

 

"A un rabbi molto giusto fu concesso di visitare sia il purgatorio sia il paradiso. Prima venne condotto in purgatorio e udì terribili grida provenire dalle creature più tormentate che avesse mai visto. Si fece allora più appresso e vide che erano uomini e donne seduti a banchetto a una gran tavola apparecchiata con vasellame d'argento e porcellana finissima e imbandita con i cibi più prelibati che si possano immaginare. Non potendo capacitarsi del perché soffrissero tanto, il rabbi osservò più attentamente e vide che i loro gomiti erano invertiti cosicché non potevano piegare le braccia e portarsi il cibo alla bocca. Poi il rabbi venne condotto in paradiso dove echeggiavano risa di gioia e di festa. Ma con sua grande sorpresa si imbatté in una scena esattamente identica: uomini e donne seduti a banchetto a una tavola sontuosa, imbandita con gli stessi manicaretti visti in precedenza; tutto era assolutamente identico, compresi i gomiti alla rovescia. Solo un particolare era diverso: ognuno portava il cibo alla bocca del suo vicino o della sua vicina".

La differenza fra afferrare questo concetto di cibarsi reciprocamente e non afferrarlo è molto grande.

Noi siamo posti di fronte a questa alternativa ogni giorno della nostra vita.

Sostentare noi stessi fisicamente senza venire meno alle nostre responsabilità, cioè la sopravvivenza in armonia in cui il senso di ciò che è giusto e la ragione, colorano la realtà di una dimensione sacrale.

CHE COS'E' IL DENARO?

Il denaro è il segno visibile di una forza universale; questa forza, nella sua manifestazione sulla terra, lavora sui piani vitale e fisico ed è indispensabile alla pienezza della vita esteriore. Nella sua origine e nella sua azione reale, essa appartiene al Divino. Ma, come le altre potenze del Divino, essa è delegata quaggiù e, nell'ignoranza della Natura inferiore, può essere usata malamente per le soddisfazioni dell'ego o detenuta dalle influenze asuriche e distolta per i loro fini” - SRI AUROBINDO

Il denaro reale è garantito da Dio. E' un importante simbolo di un'intesa, un simbolo che denota che tutti noi desideriamo vivere in paradiso come quello descritto nella storia.

“IN THE GOD WE TRUST”, confidiamo in Dio, è ciò che è scritto sul dollaro americano; il popolo americano riconosce e si inchina a Dio. Ma ahimè tutti o quasi tutti, vengono travolti dal denaro, dal sesso e dal potere; ma questa è un'altra faccenda.

DAL PUNTO DI VISTA DELL'INSEGNANTE

Alcune persone, pensando alle discipline spirituali, faticano ad accostare a loro un prezzo in denaro.

Forse perché è radicato nella psicologia collettiva il concetto che il denaro è qualche cosa di sporco, di cui si parla con vergogna, o forse perché il concetto che più una cosa costa, più vale e meno costa, meno vale; se poi è gratis, tutti siamo diffidenti.

Il denaro non è sporco. Non è nato come mezzo di oppressione o strumento di avidità, anzi il denaro è nato dal desiderio umano di giustizia e dalla speranza di un mondo migliore... moltiplica le possibilità di vita, ci permette di avere del tempo libero da dedicare ad attività dello spirito, allo studio, all'apprendimento che è linfa, energia, vigore: è la vita stessa.

Siamo davvero capaci di dare valore alle cose attraverso il denaro?

Dopo tutto, il fatto di tirare fuori dalle tasche il giusto controvalore è il modo concreto che abbiamo per manifestare un interesse e per accumulare la “vera” ricchezza, quella interiore.

L'insegnante, prima di diventare tale, ha impegnato tanto tempo, denaro e studio per acquisire negli anni di formazione, competenza, esperienza e conoscenza. La formazione e lo studio continuano e, per ciò che mi riguarda, sempre continueranno finché mi sarà concesso.

Nella relazione insegnante-allievo la richiesta di una quantità di soldi sotto forma di quota è una cosa giusta e necessaria. Si tratterà poi di non farsi pagare troppo né troppo poco. 

 

VARIETA' DI VALUTE

Ma che tipo di denaro è questo?

Questo denaro prende la forma di un rapporto di fiducia, di disponibilità, di onestà per entrambi i membri della relazione, insegnante e allievo. Questo denaro si sottrae alla svalutazione delle qualità umane e alla mercificazione. In ogni caso, stabilire un prezzo equo per le cose è un compito della massima importanza. E' una ricerca sacrosanta che esige una chiara valutazione di sé e un acuto livello di giustizia: trasformare una dimensione quantitativa, il prezzo per un corso, in una qualitativa, il costo in termini di responsabilità e impegno.

 

CHI E' VERAMENTE RICCO

Perché non servirsi del modello del denaro per riconsiderare la dimensione emotiva e spirituale?

Il percorso dalla tasca al cuore potrebbe riservare sorprendenti rivelazioni!

Molte grazie, Silvia Caleffi

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