IL DENARO IN TESTA 

Il denaro è stato il soggetto di più rubriche precedenti: quale valore hanno i sodi per un praticante sulla via spirituale? Il denaro è qualche cosa di sporco, di cui si parla con vergogna? Che posto ed importanza dare al denaro e alla ricchezza nella scala dei valori spirituali?

“ … Il denaro è un elemento della privacy e deve rimanere coperto (nel portafoglio). E' lo stesso pudore per cui non ci mostriamo nudi per strada. Certe parti del nostro corpo devono restare un secretum e semmai lasciare spazio all'immaginazione....”

Queste ultime parole sono un frammento che ho tratto dal libro del Prof. Vittorino Andreoli “Il denaro in testa”.

Psichiatra autorevole, uomo di grande cultura e umanità; i suoi libri arrivano al lettore “come un pugno nello stomaco” così egli ripete spesso ed è vero!

Un'interessante l'analisi del denaro da parte di uno psichiatra e non di un economista, dunque di chi si occupa di salute della mente e non di tecniche per garantire il benessere economico dell'individuo e della società.

Vi riporto qualche passo del capitolo: Giuda Iscariota

Tra i personaggi del Vangelo, dentro la storia dei discepoli di Cristo, la figura di Giuda Iscariota è quella che continua a sconvolgermi. Mi pare che ben rappresenti i rischi del denaro, gli effetti che può avere sul comportamento dell'uomo.

Giuda non solo ha tradito un uomo senza colpe, consegnandolo alla giustizia e ai suoi detrattori. Per trenta denari ha addirittura venduto il figlio di Dio. Il prezzo del tradimento, che non è mai adeguato, diventa persino ridicolo se c'è di mezzo il Padre eterno.

Già valutare in denaro un uomo, chiunque esso sia, è inverecondo. Applicare il calcolo al più grande degli uomini, se è solo uomo, e a Dio, se è vero che ne rappresenta l'incarnazione, è follia e dunque il denaro può portare a neutralizzare ogni principio e ogni sentimento.

Non ci sono elementi per pensare che Giuda fosse un nemico di Cristo. Tutto lascia pensare che anch'egli, come gli altri discepoli, fosse amato dal maestro; e non risulta neppure che dubitasse della divinità di Cristo, come Tommaso.

Mi sembra che la storia di Giuda indichi il più grave errore mai compiuto in nome del denaro.

… Giuda è un uomo, come noi. Siamo tutti capaci di vendere Dio per pochi denari. Se calcolassimo in euro il prezzo di quel tradimento ci sembrerebbe ridicolo rispetto alle bustarelle scambiate con molta frequenza nel mondo corrotto del tempo presente. Insomma, l'uomo per poco denaro è capace di tradire anche i sentimenti più profondi.

E ancora oggi in alcune espressioni popolari, si definisce la qualità di un uomo dicendo che per denaro potrebbere “vendere la propria madre e prostituire la propria figlia”.

 

Il denaro ha la forza per sconvolgere tutti i princìpi, forse persino quelli biologici, impressi dentro la nostra carne. Per poco denaro si massacra qualsiasi cosa. E' un effetto che richiama le parole magiche del mondo delle fate e delle streghe: con una metamorfosi incredibile l'uomo può trasformarsi in un mostro, capace di tradire il Signore del Cielo e della Terra e manadarlo sulla croce.

Un potere sconvolgente, e di Giuda è veramente pieno il mondo. Persone che per denaro cambiano idea, vanno contro la legge. Controllori dello Stato che annullano ogni infrazione e che per pochi soldi vendono la propria libertà.

… Non appare esagerato ricordare che, sempre nel Vangelo il demonio offre “tutti i regni del mondo” e dunque tutte le sue ricchezze in cambio di essere adorato.

Il denaro quindi, come metafora del demonio e del male.

Il denaro è l'ossessione, lo strumento che l'uomo possiede per diventare potente, per emergere di fronte a tutti gli altri. Se uno è fisicamente debole assolda uomini forti, eserciti interi; se è brutto usa la ricchezza come strumento di attrazione.

Il denaro, insomma, finisce per sostituire la stessa anima dell'uomo, intesa come guida, imperativo, costituzione. E' un vero demone o lo può diventare. Crea un legame che diventa dipendenza , mentre dà l'illusione di essere liberi, di poter fare cose altrimenti impossibili.

 

… L'amore è la più bella delle esperienze, ma può diventare un vero inferno quando la gelosia si trasforma in delirio: per paura di perdere il proprio oggetto d'amore ci si impedisce persino d'amare.

In modo simile l'alimentazione ci tiene in vita e rende l'esistenza più piacevole, ma può diventare un'ossessione, come nella bulimia, o essere rifiutata fino al rischio di morire come nell'anoressia.

Tuttavia non si deve ridurre il denaro a solo mezzo come una bicicletta per spostarsi con minor fatica o un coltello per tagliare la carne, perché il denaro ha una potenza molto maggiore, tende a diventare parte del pensiero e della vita, come se fosse un organo che si aggiunge al resto del corpo. Un nuovo cervello o una protesi che riesce ad alterare i meccanismi cerebrali. E' un mezzo che tende con forza a diventare parte di ogni uomo: quel Giuda che ha un'identità precisa, individuale e storica, è un “Giuda che ho dentro di me” e “che forse anche voi avete dentro”

In questo senso è ben più di un oggetto. Può diventare un demone che rischia di alterare un'intera società, dominandola completamente. 

Gli angeli non sono ingiusti e di parte, non difenderebbero mai la distinzione tra ricchi sfondati e poveri in canna.

Il denaro quindi va dominato, anche perché lo portiamo sempre con noi dentro il portafoglio. Dobbiamo sapere che può essere una presenza provvidenziale, ma al contempo tremenda.

Riferendomi ancora alla mia esperienza, che ovviamente non voglio elevare a legge e nemmeno a teoria forte, posso dire che non sono mai stato attratto da un uomo ricco. I miei maestri, straordinari per una serie infinita di qualità, non avevano nessuna tendenza a mostrare il portafoglio o a indossare simboli che rilevassero un conto in banca astronomico: non possedevano certo grandi patrimoni e, se anche avessero avuto delle ricchezze di famiglia, le avrebbero considerate semplici accidentes, senza rinunciare alla loro vita di studi, di impegno, di passione. 

Certo, non ho conosciuto nemmeno maestri malati di povertà estrema, anche se qualche barbone pieno di fascino e capace di intrattenermi l'ho incontrato. Soprattutto sono molti i casi di matti, fuori del mondo e anche senza denaro, che mi hanno insegnato cose importanti. 

Alcuni mi hanno persino mostrato come vivere meglio".

Molte grazie, Silvia Caleffi

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