Meditazione

La parola “meditazione” ha una grande varietà di implicazioni; comincio a selezionarle partendo da una premessa: per poter trasmettere gli insegnamenti è necessario usare le parole. 

Alcune esperienze possono essere ben illustrate dalle parole. Per altre, poiché non sono esperienze terrene, non esistono parole nel nostro vocabolario corrente e ancor di più non esistono nell'immaginario collettivo. Quindi si devono usare metafore, allusioni, a volte addirittura delle parabole.

La meditazione non è un'attività mentale o cerebrale; non implica gli sforzi consci che abitualmente intendiamo quando diciamo “…medito su…" un punto, un soggetto... prestabilito da sé o da qualcun altro, per un certo tempo, con tenacia e volontarismo.

La meditazione è piuttosto “concentrazione” o “vigilanza” o “massima attenzione”. È uno stato di consapevolezza ritrovata, non per scelta, e senza sforzo.
La parola "stato" indica un modo di essere: non si tratta dunque di un'attività; la parola "consapevolezza" indica una conoscenza disinibita, attenta, dinamica degli eventi della vita.

Il Vedanta chiama la meditazione "Upasana". Questa parola ha un doppio significato: vuol dire “concentrazione” e nello stesso tempo “contemplazione amorosa della realtà”.

QUALE MEDITAZIONE?  

Il rilassamento-rilasciamento è ciò in cui consiste la meditazione, che si può considerare l'apogeo dello Yoga classico. Il praticante fa una piccola esperienza di questa pratica all'interno di ogni sessione di Hatha o di Vinyasa Yoga. 

A una differente tradizione appartiene la Meditazione Vipassana, la cui esperienza è il cuore dei cicli di incontri che periodicamente il Centro organizza.

Gli incontri di meditazione Vipassana hanno il fine di sperimentare alcune tecniche per coltivare la PRESENZA MENTALE.

L'obiettivo è quello di diventare più svegli a ciò che accade durante la pratica, di imparare a conoscere la natura delle emozioni, delle sensazioni e dei pensieri.

Spesso le persone si avvicinano alla meditazione col desiderio di ottenere pace e serenità, come per magia, ma presto l'abbandonano non appena scoprono quanto la mente sia continuamente preda di inquietudine e distrazione.

La pratica meditativa non seda la mente, non è un'alternativa esotica alla vita reale, al contrario incoraggia la pazienza, la fiducia, il coraggio e il rispetto verso ogni aspetto della vita quotidiana.

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